L’adozione del cloud è cresciuta molto velocemente negli ultimi anni. Se è vero che tante aziende stavano già lavorando per migrare verso il cloud, la pandemia ha accelerato questo processo e, con la normalizzazione del remote working, hanno dovuto dimostrarsi in grado di erogare e mettere a disposizione i servizi essenziali per i loro dipendenti.

Il risultato di questo trend è che oggi il 98% delle aziende si affida ad alcune forme di infrastruttura cloud-based e oltre tre quarti di esse (76%) possiedono installazioni multi-cloud, composte da due o più service provider diversi. Questi ambienti supportano applicazioni essenziali per le aziende insieme a dati sensibili, sia dei clienti sia dell’azienda stessa.

Il 2020 è stato addirittura l’anno del sorpasso: negli USA la spesa annua per il cloud è stata di 130 miliardi, superando abbondantemente quella per datacenter e software, che si è fermata a 90 miliardi.

Una crescita così rapida non avviene mai senza scossoni, false partenze e ripensamenti. Se infatti nella fase iniziale, quella degli early-adopter, l’opzione migliore – per non dire unica – sembrava quella del cloud pubblico, lo scenario oggi è molto cambiato. Cloud privato, ibrido, multi: le sigle si moltiplicano per rendere conto di una realtà molto più variegata, ma unita da un denominatore comune: la complessità.

Complessità sul fronte dei clienti, che si aspettano dal cloud utilizzi più elaborati della sola archiviazione della posta elettronica o del backup e che scoprono problematiche di sicurezza e flessibilità ignorate fino a quel momento. Complessità sul fronte delle applicazioni che, se da un lato sono sempre più cloud-native, dall’altro devono rispondere a esigenze legate ai Big Data e alle analisi di Machine Learning.

Novità in cloud

Microsoft ha annunciato che cambierà molte politiche legate alle licenze in Europa e adotterà cinque principi chiave su cui costruirà la propria attività nel Vecchio Continente.

La nuova strategia in cinque punti:

  • Ci assicureremo che il nostro cloud pubblico incontri le esigenze dell’Europa e sia al servizio dei valori europei
  • Ci assicureremo che il nostro cloud fornisca delle fondamenta per il successo degli sviluppatori di software europei
  • Lavoreremo con e supporteremo i fornitori di servizi cloud europei
  • Ci assicureremo che le nostre offerte cloud incontrino le esigenze di sovranità dei governi europei, in collaborazione con fornitori di tecnologia locali fidati
  • Apprezziamo che i governi europei stiano regolamentando [il mercato del]la tecnologia, e ci adatteremo a e supporteremo questo impegno

Il presidente di Microsoft, Brad Smith riconosce che si tratta di principi piuttosto vaghi, ma racconta che essi sono un primo passo per raccontare un cambiamento dell’azienda.

Anche Google ha presentato le sue novità durante il Google Cloud Security Summit. La sicurezza è un tema importante e per tale ragione il colosso tech ha presentato diverse soluzioni dedicate alla protezione della supply chain dei software.

Assured Open Source Software è ad esempio un servizio che permette alle aziende di accedere a pacchetti open source regolarmente controllati.

Un’altra novità è BeyondCorp Enterprise Essentials, una nuova edizione della soluzione BeyondCorp Enterpirse Zero Trust di Google Cloud che promette di “aiutare le organizzazioni a fare i primi passi verso l’implementazione Zero Trust in modo rapido e semplice”.

Di redazioneSparklingRocks