Obsolescenza programmata: una necessità di business, un pericolo per l’ambiente Forse è un po’ scontato parlare di obsolescenza programmata e far riferimento a Roy Batty, alias Rutger Hauer, interprete del capolavoro cyberpunk Blade Runner, ma lui Roy, era un prodotto a scadenza, aveva un termine, un ciclo di vita determinato: programmato. Definizione L’obsolescenza programmata o pianificata in economia industriale è una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure diventa semplicemente obsoleto agli occhi del consumatore in confronto a nuovi modelli che appaiono più moderni, sebbene siano poco o per nulla migliori dal punto di vista funzionale. Quando l’unico accorgimento adottato per rendere obsoleto un prodotto prima del tempo è la pubblicitàsi può parlare di obsolescenza percepita o simbolica. Il termine è comparso per la prima volta nel 1932, quando il mediatore immobiliare Bernard London propose che fosse imposta alle imprese per legge, in modo da risollevare i consumi negli Usa durante la grandede pressione. Sempre negli stessi anni l’azienda chimica DuPont inventò il nylon, una fibra sintetica utilizzata per coprire le gambe delle donne. Ma il prodotto realizzato era troppo efficiente, le calze difficilmente si smagliavano, così la DuPont incaricò i propri tecnici di indebolire la fibra stessa che avevano creato, per aumentare i profitti. Nell’industria  4.0 Dall’era dei gangaster e proibizionismo a quella degli smartphone, l’obsolescenza programmata si insinua nelle pieghe di un mondo industriale e di business che deve produrre e combattere ogni giorno per restare sul mercato. E così Apple e Samsung, che hanno rivoluzionato il nostro modo di comunicare, vengono multate dall’Antitrust italiano, rispettivamente per 10 e 5milioni di euro, per aver diffuso pratiche commerciali scorrette in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi. Da un lato la produzione di sempre nuovi modelli, alimenta la cultura dell’usa e getta, con aumento vertiginoso di rifiuti e materiali che pesano sul nostro pianeta e sugli abitanti. Dall’altro ci sono cristalline le necessità di un consumatore che acquista un prodotto di qualità, non certo economico e che perquesto deve essere durevole. Di redazione SparklingRocks