Il 31 ottobre 2008 viene pubblicato il manifesto del Bitcoin: moneta elettronica peer-to-peer 5527, 7 è il valore attuale del Bitcoin. Sono trascorsi dieci anni da quando su internet comparve per la prima volta il termine Bitcoin, grazie alla pubblicazione del Whitepaper “Bitcoin: un sistema di moneta elettronica peer-to-peer”.  Il documento portava la firma di Satoshi Nakamoto pseudonimo giapponese dietro cui si cela il presunto creatore della moneta che in poco tempo ha modificato e scompaginato le regole del mercato. Chi è Satoshi Nakamoto? L’interrogativo resta ancora privo di una reale risposta. Emergono diverse ipotesi, persone che si auto proclamano Nakamoto, altre che smentiscono di esserlo. Tra i primi a ispirare la nascita della criptomoneta, il gruppo dei Cypherpunk (Nick Szabo, Hal Finney, Adam Back, Wei Dai). In particolare Finney e Szabo, il primo partecipò alla prima transazione Bitcoin, mentre il secondo fu l’inventore del Bit Gold la cryptovaluta che ha ispirato il Bitcoin. E’ possibile, ma non certo che dietro Satoshi Nakamoto ci fossero loro. Ci sono altre due figure, tuttavia che alimentano il mistero: un programmatore disabile chiamato Dave Kleiman, morto nel 2013 a causa di una malattia, e l’australiano Craig Wright, che nel 2016 ha affermato di essere l’anonimo creatore di Bitcoin. Recentemente Wright ha dichiarato che lui e Dave fossero soci in affari durante i primi giorni di sviluppo della moneta e furono capaci di minare un milione di Bitcoin. Naturalmente, negli ingredienti di questa complicata e avvincente storia, non poteva mancare una causa legale: i familiari di kleiman, infatti hanno istanziato un’azione legale contro Wright per la proprietà intellettuale del software Bitcoin. Richiesti 10 miliardi di dollari. 22 maggio 2010 Mentre l’Inter festeggia a Madrid la vittoria sul Bayer Monaco, portandosi a casa la Coppa dei Campioni, da un’altra parte, qualcuno si porta a casa due pizze pagate in criptovalute: prezzo 10mila Bitcoin. Da questo momento si accendono i riflettori e il dominio dei coin diventa assoluto. Attualmente in circolazione ci sono oltre 17 milioni di coin che valgono circa 109 miliardi di dollari. Bitcoin e ambiente Un recente studio ha calcolato che la produzione di Bitcoin è così energivora da determinare l’innalzamento della temperatura di due gradi centigradi nel giro di 15 anni, superando quindi il limite fissato a livello internazionale dall’accordo di Parigi sul clima. Per avere un’idea, una ricerca condotta, nel 2017 da una piattaforma britannica di comparazione delle tariffe energetiche, stabiliva che la quantità media di elettricità utilizzata nell’anno 2017, per generare Bitcoin ha sorpassato i consumi energetici annuali medi di ben 159 nazioni, e in particolare quelli dell’Irlanda e della maggior parte degli stati africani. In un anno vengono spesi per minare Bitcoin 30,14 terawattora (TWh) di elettricità. Il consumo energetico annuale medio dell’Irlanda è di 25. Libri consigliati Bitcoin Manifesto – di Satoshi Nakamoto – Tombolini editore Bitcoin revolution – di Davide Capoti e Emanuele Colacchi – Hoepli Capire Blockchain  – di Lorenzo Foti Di redazione SparklingRocks