Nel 2067 chi scrive sarà probabilmente passato, o trapassato a miglior vita, verrà inaugurato il primo hotel spaziale, grazie al miliardario e visionario Elon Musk gli uomini saranno arrivati su Marte, dando origine ad una colonizzazione del pianeta, mentre sulla terra avremo superato gli 8 bilion. E ancora i segreti sull’assassinio di JFK saranno resi pubblici, il teletrasporto sarà una realtà consolidata, la Sagrada Familia verrà terminata e per chi ha sottoscritto i Btp a 50 anni vedrà la scadenza!

L’Italia ha deciso di sfruttare il momento magico che sta vivendo sul mercato del debito per riaprire via sindacato il Btp cinquantennale.

L’operazione ha avuto luogo il 9 luglio e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha da poco diffuso i risultati definitivi della riapertura. Secondo il comunicato emesso da Via XX settembre il Btp 50 anni è stato collocato al prezzo di 98,528 corrispondente ad un rendimento lordo del 2,877%. L’importo emesso è stato pari a 3 miliardi di euro a fronte di richieste per 17 miliardi.

Il Tesoro ha approfittato evidentemente del crollo dei rendimenti italiani di queste settimane. E grazie all’altissima domanda, il rendimento è stato rivisto al ribasso rispetto alla “guidance” iniziale e a soli 11 punti base (0,11%) in più del trentennale, che oggi offriva il 2,76%. In altri termini, il BTp 2067 sarebbe stato emesso al rendimento in area 2,87%, in linea con la quotazione odierna sul secondario.

L’84% della domanda è venuta da investitori esteri. Tra questi, circa il 35%
sono tedeschi, il 22% britannici, l’8% americani e il 2% asiatici. Il resto proviene da altri Paesi europei.

Tra i bond “Matusalemme” emessi negli ultimi anni da alcuni Paesi, i titoli italiani sono quelli che al momento offrono i rendimenti più elevati. Basti pensare che i titoli austriaci a 100 anni (emessi nel 2016 a fronte di un rendimento del 2,1%) oggi pagano sul secondario l’1,1%. A parità di durata con il BTp a 50 anni ci sono i Bonos spagnoli che però esprimono un tasso sensibilmente più basso, l’1,7%, ovvero circa 115 punti base in meno rispetto all’Italia. Non fa praticamente testo la Svizzera i cui bond a 40 anni non rendono nulla, qualcosina in più i 40ennali giapponesi (0,37%) e i trentennali tedeschi (0,25%).(fonte sole24ore)

Di redazioneSparklingRocks