La nostra vita è lo strumento mediante il quale compiamo esperimenti con la verità.
(proverbio cinese)

In un mondo che cambia, ri-pensare al gigantesco contesto del Made in China è una riflessione da fare e approfondire. La Cina sta lavorando e investendo per assumere il ruolo di leader nell’innovazione, il dragone ha fame di bit e nuove tecnologie e desidera sovvertire la concezione del prodotto scadente, in uno di elevata qualità ad un costo competitivo.

A cambiare il panorama mondiale è la digitalizzazione e i suoi processi sempre più estesi e pervasivi. Intelligenza artificiale, 5G, criptovalute, blockchain etc ridefiniscono una nuova mappa delle nazioni e dell’economia digitale. A interpretare i ruoli di attori protagonisti sono Stati Uniti e Cina che un po’ alla volta stanno relegando a Europa e altri paesi la figura di comparse.

La spinta agli sforzi cinesi nel campo dell’IA viene prima di tutto dalla leadership del presidente Xi Jinping. Il leader cinese ritiene che “essere all’avanguardia nelle tecnologie di intelligenza artificiale è determinante per il futuro della competizione globale, militare ed economica”. L’avversario da battere per Pechino è Washington, in questa sfida l’industria cinese ritiene di essere sulla strada giusta e di aver colmato in gran parte il gap con gli Stati Uniti nel campo dell’intelligenza artificiale, sia per ricerca e sviluppo, sia per prodotti commerciali.

Di recente sono stati istituiti due nuovi grandi centri di ricerca dedicati a intelligenza artificiale e sistemi unmanned all’interno dell’Università nazionale. Creati nel 2018, i due nuovi centri (con chiara impronta militare) hanno entrambi uno staff di 100 unità, che li rende tra le organizzazioni governative dedicate alla ricerca IA più grandi e a rapida crescita al mondo.

Non possiamo dimenticarci del 5G, la Cina punta a giocare il ruolo di principale fornitore di tecnologia e Huawei dopo aver investito 20 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo è diventato leader mondiale. Al 45° presidente degli Stati uniti, questa situazione non piace e accusa Huawei di essere “una sorta di «cavallo di Troia» per l’intelligence di Pechino.

Trump, il resto del mondo e Huawei

I timori della Casa Bianca nascono da una normativa approvata in Cina nel 2017, che impone alle organizzazioni e ai cittadini cinesi di «sostenere, cooperare e collaborare nel lavoro di intelligence nazionale». Ciò ha scatenato la paura che il governo cinese potrebbe chiedere a Huawei di incorporare “backdoor” nelle loro apparecchiature che consentirebbero l’accesso a Pechino, per scopi di spionaggio o sabotaggio.

In Italia in un’intervista a Bloomberg il sottosegretario allo Sviluppo economico, Michele Geraci, in merito alla disputa tra Stati Uniti e il colosso cinese delle tlc afferma:“La questione non è: Huawei sì, Huawei no. La vera questione deve essere quella sulle possibilità di accesso alla rete di competenze manifatturiere straniere”. “Non vedo Huawei come un caso – ha proseguito – ma solo come uno dei 25 nomi di aziende manifatturiere che si possono scegliere a prezzi e qualità differenti”. A Londra sono positivi e l’intelligence britannica avrebbe sdoganato Huawei. Tra marzo e aprile la capitale britannica dovrà decidere se tenere fuori i cinesi dallo sviluppo del 5G , nel mentre l’apertura verso Pechino rappresenta un duro colpo per Washington, del resto dicono gli inglesi, l’America non rappresenta il mondo. Rappresenta una parte del mondo.

La situazione è sicuramente complicata, ma l’intento di queste pagine è fornire uno spunto di riflessione per tutti coloro che considerano la Cina un grande paese capace di effettuare solamente il “copia e incolla” di prodotti e idee, mentre oggi, il Dragone si affaccia sul mondo come driver di innovazione con tecnologie e aziende da prendere come riferimento.

Novità dalla Cina

Toutiao è una piattaforma di contenuti che analizzandone le caratteristiche, gli utenti e le interazioni sviluppa dei contenuti personalizzati per ciascuno. Tik Tok è invece l’applicazione di video clip musicali autoprodotti che sta mettendo in discussione i vari Facebook – Instagram – Snapchat. Google sta sviluppando un app simile a Toutiao per il mercato cinese e Facebook ha già in cantiere un clone di Tik Tok chiamato Lasso.

Energia

Un team di scienziati ha annunciato un programma per la costruzione della prima stazione energetica fotovoltaica direttamente nello spazio. Secondo quanto riporta un quotidiano australiano, la stazione resterebbe in orbita a 36 mila chilometri dalla Terra: a quell’altezza, gli impianti fotovoltaici potrebbero catturare i raggi solari senza le interferenze dovute all’atmosfera e operando 24 ore su 24, con la medesima efficienza a prescindere dalla stagione. I preparativi sarebbero già cominciati.

Mobilità

E’ stato presentato in Cina ART (Autonomous Rapid Transit), il tram senza rotaie  e soprattutto senza conducente che è 20 volte più economico per chilometro rispetto alla versione convenzionale. Il mezzo di trasporto si adatta alle variazioni del suolo come se fosse un autobus e utilizza sensori per rilevare gli ostacoli e determinare la direzione da seguire. E’ lungo 32 metri e può ospitare fino a 500 persone.

Di redazione SparklingRocks