La prima squadra in classifica del campionato 2019 è la “vecchia signora” che tra i suoi primati adesso può vantare l’emissione di un bond senior , non garantito da 175.000 milioni di euro.

La Juventus Fc ha deliberato l’emissione di un bond, tecnicamente un prestito obbligazionario non convertibile in azioni della società, per un valore compreso tra 100 e 200 milioni di euro. L’emissione avverrà entro il 30 giugno 2019 e riguarderà investitori qualificati.

Il bond è infatti rivolto a un pubblico composto da banche, fondi, società investitrici specializzate e persone fisiche in possesso di competenze certificate nell’utilizzo degli strumenti finanziari – ha lo scopo di “dotare la Società di risorse finanziarie per la propria attività“, inteso come investimento sul mercato o gestione corrente del club, e ottimizzare la “struttura e scadenza del debito“.

L’emissione ha scadenza 19 febbraio 2024. L’obbligazione verrà emessa al prezzo di 99,436% e pagherà una cedola annua fissa del 3,375%. Juventus Fc intende chiedere l’ammissione alla quotazione presso il Global Exchange Market di Euronext Dublin. L’operazione ha raccolto ordini superiori ai 250 milioni con domande da Asia, Germania, Francia, Regno Unito e Italia.

Dal management  fino all’ultimo tifoso, l’operazione è stata ritenuta un successo. Ma non  tutti la pensano così. Bloomberg, noto media internazionale finanziario, in una sua nota ha titolato: “La stella Cristiano Ronaldo non riesce ad attrarre gli investitori obbligazionari alla Juventus”, spiegando che il prestito obbligazionario rischia di essere un “fallimento”, data la “cifra irrisoria” per tali operazioni.

Dalla borsa invece arrivano buone notizie. Da fine 2018 il titolo Juventus Fc ha sostituito quello di Mediaset nel paniere delle 40 blue chip milanese (indice Ftse Mib). Da inizio anno – pur con forte volatilità – il titolo ha messo a segno un rialzo del 27%. Da inizio 2017 (quando il titolo valeva 300 milioni di euro) la performance è più che quadruplicata (+347%). Oggi la capitalizzazione di Borsa è salita a 1,3 miliardi.

Come funzionano i bond

Quando una società o un governo ha bisogno di reperire finanziamenti sul mercato per finanziare nuovi progetti, rifinanziare il debito oppure poter continuare a effettuare operazioni in corso, ha la possibilità di emettere direttamente dei bond agli investitori interessati, invece che ottenere un prestito a una banca. Così facendo l’entità si indebita, impegnandosi a restituire in una data predeterminata alla fine del prestito il fondo (il capitale dell’obbligazione) con un tasso di interesse (cedola). Tutto viene prestabilito da contratto.

Il prezzo di emissione di un titolo obbligazionario viene stabilito a un valore di facciata di 100 o 1000 euro per ogni singolo bond. Il prezzo di mercato di un determinato bond dipende invece da una serie di fattori, tra cui la qualità del credito di chi emette il debito, la durata del prestito (che può variare da 1 giorno a 30 anni) e la differenza tra il rendimento garantito dalla cedola e il tasso di interesse generale del momento.

Dai campi da calcio all’energia: i green Bond

Le “obbligazioni verdi”, o Green Bond, sono strumenti finanziari relativamente nuovi, ma che hanno conosciuto un tasso di crescita straordinario dal 2007 a oggi. Sono obbligazioni come tutte le altre, la cui emissione è legata a progetti che hanno un impatto positivo per l’ambiente, come l’efficienza energetica, la produzione di energia da fonti pulite etc.

I Green Bond permettono infatti di finanziare vari tipi di progetti con caratteristiche di sostenibilità ambientale. Inizialmente le nuove obbligazioni provenivano principalmente da istituzioni finanziarie sovranazionali, come la Banca mondiale o la Banca Europea per gli Investimenti, poi sul mercato sono arrivati anche titoli emessi da singole aziende, municipalità e agenzie statali.

Nel nostro paese Borsa Italiana riveste un ruolo attivo nel promuovere la definizione di standard informativi in grado di favorire lo sviluppo dei Green Bonds. Oltre a far parte della Sustainable Stock Exchanges Initiative sostenuta dalle Nazioni Unite con il fine di sostenere la transizione ad un’economia a basso impatto ambientale, aderisce attraverso London Stock Exchange Group alla Climate Bonds Initiative ed è tra gli osservatori dei Green Bonds Principles dell’ICMA, International Capital Markets Association. Il London Stock Exchange Group è anche tra i firmatari del Paris Pledge for Action.

Di redazioneSparklingRocks