Il 2020 doveva essere l’anno della diffusione delle auto a guida autonoma, tutti si potevano spostare per andare in ufficio, accompagnare i figli a scuola o fare l’aperitivo, senza intervenire direttamente sulla guida.

Non è così, anche se vi sono notevoli progressi e più di una perplessità

All’ultimo CES di Las Vegas Qualcomm presenta la piattaforma Qualcomm Snapdragon Ride è una nuova soluzione che completa il vasto portfolio di prodotti automotive del produttore. Si configura come una delle soluzioni di guida autonoma più avanzate del settore automobilistico, scalabile e aperta, che comprende le famiglie di system-on-chip (SoC) Snapdragon Ride Safety, Snapdragon Ride Safety Accelerator e Snapdragon Ride Autonomous Stack.

“Nel corso degli anni, abbiamo costantemente dimostrato la nostra abilità nell’implementare su larga scala soluzioni cockpit e di automobili connesse a elevate prestazioni e altamente intelligenti in grado di operare in ambienti con limitazioni di potenza praticamente su ogni classe di veicolo”, ha affermato Nakul Duggal, senior vice president, product management, Qualcomm Technologies. “Oggi siamo lieti di presentare la nostra piattaforma di prima generazione Snapdragon Ride, una soluzione di guida autonoma altamente scalabile, aperta, completamente personalizzabile e fortemente ottimizzata in termini di potenza, progettata per soddisfare una vasta gamma di requisiti”.

In questo scenario futuro, ma non troppo molti big non si tirano indietro: la Ford ha appena aumentato gli investimenti previsti da qui al 2023, prendendosi l’impegno di lanciare entro il 2021 un servizio di robo-taxi o di consegna a Miami, Washington e Austin. La Volkswagen ha creato Autonomy, società con sedi a Wolfsburg e Monaco di Baviera che ha il compito di sviluppare un sistema di guida autonoma pronto per il mercato: a dirigerla è Alexander Hitzinger, ex Apple che ha lavorato al progetto Titan.

Fuori dal coro invece le parole dell’ex socio di Steve Jobs, Steve Wozniak: “Sul livello 5 (il massimo della scala Sae, ovvero l’auto senza volante o pedali, ndr), mi sono arreso”. In sostanza, uno dei padri dei personal computer moderni ritiene che una vera e propria automobile senza conducente non potrà far parte della nostra vita quotidiana, se non in un futuro estremamente lontano. Per Carlos Tavares, ceo di PSA e leader in pectore del maxi-gruppo che nascerà dalla fusione con FCA sono i costi il vero problema: secondo il top manager, sviluppare un’auto di livello 3 nella scala Sae (in grado, cioè, di gestire la marcia semplice nel traffico e di prendere decisioni come effettuare un sorpasso, ma sempre sotto la supervisione umana) non genera profitto. I costi, infatti, salirebbero progressivamente in modo non proporzionale al valore: dunque, non c’è affare né per il cliente, né per il costruttore.

Livelli autonomia: la scala SAE

La scala elaborata nel 2014 dalla Society of automotive engineers (Sae), ormai adottata a livello globale, classifica gli ipotetici livelli di automazione di un veicolo, partendo dallo 0 (nessuna automazione) per arrivare al livello 5, ovvero la vettura autonoma al 100%, priva di volante e di pedali: in questa ipotesi, il sistema di bordo gestisce tutte le fasi di guida e il conducente diventa un passeggero. Di più: teoricamente, la vettura potrebbe anche viaggiare senza persone a bordo. Come è facile intuire, una tecnologia in grado di affrontare qualsiasi condizione della strada (o ambientale) alla stregua di un uomo.

Prendi la macchina e vola

In Giappone hanno deciso che l’uomo è ancora il protagonista dell’esperienza di guida, a cambiare ed evolvere sarà il luogo ove utilizzare la macchina: dalla terra al cielo.

La startup giapponese SkyDrive Inc. ha iniziato a sperimentare le prime macchine volanti guidate da un pilota. La compagnia, che spera di poter fare una dimostrazione di come funziona il veicolo entro la fine dell’estate, sta facendo i suoi test all’interno di una struttura poco fuori Nagoya. In precedenza la compagnia aveva effettuato una serie di voli, ma senza mai avere a bordo un pilota. Il prototipo è alto circa un metro e mezzo ed è lunga e larga circa 3,6 metri. La compagnia punta a una velocità massima di 100 km/h in volo e 150 km/h è vicina al suolo.

A fine 2019 Hyundai aveva preannunciato il suo concept di “macchina volante”. Ora il prototipo in scala reale c’è e si chiama S-A1. E’ un velivolo elettrico a decollo e atterraggio verticali (eVTOL), che andrà a formare la flotta di taxi aerei di Uber. Il primo volo è previsto già per quest’anno, l’avvio del servizio sarà nel 2023.

Di redazioneSparklingRocks