In queste settimane di emergenza sanitaria, il posto più frequentato (anche perché si poteva solo fare la spesa) è stato il supermercato. Ogni grande store aveva le sue regole di ingresso, da quelle tutte analogiche buttafuori che smista le persone alle App integrate per evitare le lunghe attese e code. Ognuno la sua storia.

Esselunga: una storia poco familiare, ma molto coraggiosa

Si chiude finalmente la lunga e controversa storia per l’eredità dell’imprenditore Caprotti e del suo supermercato. Tra cause legali e un arbitrato durato 14 mesi i figli di Bernardo Caprotti nati dal primo matrimonio, Giuseppe e Violetta, hanno ceduto le loro quote, il 30% per un valore di 1,83 miliardi di euro, alla seconda moglie di Caprotti Giuliana Albera e alla figlia Marina, già socie al 70%. Le due donne da ora sono proprietarie al 100% di Supermarkets Italiani, la holding a capo di Esselunga.

Gli arbitri hanno valutato il gruppo 6,1 miliardi di euro al 31 dicembre 2016, anno della scomparsa di Bernardo Caprotti. L’imprenditore aveva lasciato il 70% della società alla moglie e alla figlia Marina e il restante 30% agli altri figli.

Il desiderio di Bernardo Caprotti

Bernardo Caprotti, laureato in legge, fonda Esselunga a Milano nel 1957.

L’imprenditore auspicava per i suoi store una cessione internazionale: «È troppo pesante condurla (Esselunga), pesantissimo “possederla”, questo Paese cattolico non tollera il successo. Occorre trovarle una collocazione internazionale».

Alla fine nonostante i consigli del padre, si può parlare di una pagina importante dell’economia italiana e di una storia di coraggio e perseveranza. Marina Caprotti che a differenza dei due fratellastri non ha mai collaborato insieme a Bernardo, pur comunque restando accanto al padre fino alla morte, trionfa riempendo il carrello di grandi responsabilità e coraggio.

I prossimi passi consisteranno nella fusione per incorporazione, entro fine anno-inizio 2021, di Esselunga in Supermarkets Italiani. Seguirà il rimborso (entro giugno secondo le notizie sinora circolate) dei circa 300 milioni di indebitamento delle società incorporate, poi, entro 12 mesi, sarà la volte dei finanziamenti concessi per concludere la transazione che ha consentito di liquidare Violetta e Giuseppe.

Questa infatti è stata finanziata da Giuliana e Marina per 100 milioni con mezzi propri, per 435 milioni con la cessione del 32,5% ad Unicredit di La Villata Spa, società immobiliare cui fanno capo 83 degli immobili che ospitano i supermercati Esselunga, per la parte rimanente (1.312 milioni di euro) da un finanziamento in pool concesso dalla stessa Unicredit insieme a Intesa Sanpaolo e Bnl-Bnp Paribas. In particolare di questi 1,3 miliardi 550 milioni sono stati concessi nella forma di prestito ponte di durata massima di 15 mesi, mentre i restanti 762 milioni saranno rimborsabili a 7 anni.

Oggi Esselunga è guidata dall’ad Sami Kahale, impiega 23mila persone e ha un fatturato di 8,1 miliardi di euro (2019).

Di redazioneSparklingRocks