“Fa riflettere la dissociazione tra la grande inventiva e capacità degli italiani e l’incapacità del sistema di capire e accompagnare queste iniziative, questo va riallineato nel nostro Paese”.

Lo ha sottolineato il Presidente Mattarella visitando una ‘start up’ italiana, la Kong, nella Silicon Valley, in California. Il capo dello Stato, in un dialogo con i fondatori della start up, ha aggiunto: “La capacità di percorrere sentieri nuovi è importante. Mai pensare di aver raggiunto il massimo. Il sistema Italia è abitudinario rispetto alle novità”.

Il capo dello Stato ha potuto toccare con mano il ritardo sistemico e concettuale dell’Italia rispetto alle novità e alle nuove tecnologie.

Start up in fuga

Secondo il report “Startup Heatmap” dell’European Startup Initiative, negli ultimi quattro anni il 20% dei fondatori ha abbandonato l’Italia. Una percentuale che diventa ancora più critica se si considera la Grecia, che ha registrato dal 2015 una tendenza in negativo del 39%.

Lo studio annuale è il risultato di un sondaggio sottoposto tra maggio e agosto 2019 a circa 1.200 soggetti, fondatori e appartenenti alla comunità tecnologica mondiale, per esplorare la mobilità e l’attrattività di quelli che sono definiti gli hub delle piccole e medie imprese innovative.

Tra le città italiane più attrattive per fare startup, la capitale fa un balzo all’indietro molto importante. Roma passa, infatti dalla 38esima posizione all’80esima su un totale di 107 nella classifica delle città scelte dai creatori di startup. Mentre Milano si conferma tra le prime dieci in Europa, la città attrae consenso e attenzione da fondatori dal sud del continente, ma anche da luoghi più a Nord come Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Molte startup internazionali hanno uffici nel capoluogo lombardo: da Spotify e Deezer a Trivago, Deliveroo e Foodpanda. Inoltre, è direttamente collegata con quelli che sono definiti, nel report i principali hub del mediterraneo: Lisbona e Barcellona. Gli hub tedeschi, invece, crescono nel settore dell’high-tech, mentre Vienna e Zurigo scalano la classifica per Fintech.

Restano indietro le altre città italiane, con Torino (27esima), Trento (38esima) e Bologna (46esima).

Di redazioneSparklingRocks