A lanciare l’allarme per la prima volta è la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), ovvero l’autorità federale di regolamentazione degli strumenti finanziari complessi come i future, gli swap e altri derivati che contribuiscono in maniera preponderante a fissare il prezzo di materie prime come il petrolio e il grano.

L’agenzia federale americana ha pubblicato un rapporto denominato Managing Climate Risk in the U.S. Financial System, che delinea uno scenario preoccupante e una incontrovertibile relazione tra i cambiamenti climatici, ad esempio pensiamo ai recenti incendi in California e inondazioni – e il futuro dell’economia Usa, ma anche mondiale.

In un contesto di fragilità finanziaria, determinato anche dalla recente pandemia, potrebbero verificarsi  shock finanziari sistemici e sub-sistemici, causando potenzialmente interruzioni senza precedenti nel corretto funzionamento dei mercati e delle istituzioni finanziarie. Gli shock sub-sistemici a particolari settori o regioni potrebbero ridurre l’accesso ai servizi finanziari da parte delle comunità emarginate e delle persone già svantaggiate dal sistema finanziario. Gli impatti climatici possono anche amplificare o esacerbare le vulnerabilità esistenti non legate al clima nel sistema finanziario, con conseguenze potenzialmente gravi per la stabilità del mercato.

Una cosa che secondo il rapporto le autorità di regolamentazione possono fare già oggi è migliorare gli standard dichiarativi, in modo che le aziende siano obbligate ad analizzare e rivelare al governo e agli investitori i propri rischi climatici, su diverse scale temporali. Il rapporto raccomanda inoltre che le autorità di regolamentazione statunitensi si uniscano ufficialmente a diverse iniziative internazionali che stanno affrontando il rischio climatico e stanno cercando di capire come indirizzare i capitali verso investimenti sostenibili.

Piano clima 2030

Un taglio delle emissioni in dieci anni di “almeno il 55%” rispetto ai livelli del 1990 è “realizzabile” sul piano economico e “vantaggioso per l’Europa”. E’ quanto si legge nel piano per il clima al 2030 che la settimana prossima sarà presentato dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in una bozza di preparazione. Il documento suggerisce interventi in tutti i settori, in particolare i trasporti, l’energia, ma anche l’agricoltura e l’edilizia. L’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 è del 40% rispetto al 1990.

Di redazioneSparklingRocks