Basta inserire in un motore di ricerca a caso le parole data driven, per ottenere risultati tendenti all’infinito, di manager, aziende, giornali, scienziati che parlano di nuovo approccio ai dati. L’azienda del futuro sarà data driven, la natura del business è tracciata: estrarre dati, lavorarli, apprendere informazioni per sapere il modo migliore per ingaggiare il possibile cliente, offrire a tutti un’esperienza unica, anticipare i pensieri del  target e inchiodare con i bit i suoi desideri.

Le famose e spesso invidiate unicorn, start up che valgono almeno un miliardo di dollari, professano che i dati siano il nuove petrolio, che nulla sia più importante delle informazioni.

Vanno nella direzione opposta le riflessioni di alcuni scienziati che ritengono il possesso e la raccolta dati, non così fondamentale per poter “giocare” da titolari nel competitivo campo del business. Ciò che mantiene i giganti della tecnologia non è la loro abbondanza di bit digitali, ma i cicli incessanti di sviluppo e miglioramento dei prodotti.

Lo scienziato britannico dei dati, Clive Humby, è stato ampiamente riconosciuto come il primo a indicare i dati come il carburante cruciale dell’economia dell’informazione nel 2006. La teoria poteva essere consistente quando internet era ancora una terra vergine da conquistare, ma l’evoluzione avvenuta nel tempo rende obsoleta l’affermazione.

Oggi le startup possono scegliere tra dozzine di servizi di cloud computing per pochi minuti all’ora, dove possono raccogliere ed elaborare dati dal web su larga scala. Mentre i giganti di Internet con budget astronomici, innumerevoli clienti e reti cloud customizzate, riescono a creare aree specializzate  e data base profilati senza grandi sforzi. Ma tutto questo a volte non è bastato per mantenere il comando.

Una storia che si ripete
Siri il primo assistente AI di livello consumer, è stato una meraviglia dell’ingegneria nel 2011, quando ha introdotto i consumatori nell’elaborazione vocale. Eppure l’Alexa di Amazon eclissò prontamente Siri all’arrivo tre anni dopo.Alexa non ha superato Siri, perché Amazon ha introdotto più frasi o parole, ma perché Amazon ha escogitato un modo per conversare con il computer a mani libere. “Hey Alexa!” Ha permesso di mettere l’assistente in un altoparlante e parlargli liberamente.

Dopo due anni si presenta l’assistente sempre attivo e disponibile di Google. Il prodotto di Mountain View non solo comprende i comandi verbali, ma risponde a domande basate su un cosiddetto grafico della conoscenza. La quota di Amazon del mercato degli altoparlanti intelligenti è recentemente scesa di oltre un terzo rispetto a un anno fa, mentre quella di Google è quasi raddoppiata.Amazon è ancora avanti negli altoparlanti intelligenti, con una quota del 42% nel secondo trimestre rispetto al 28% di Google, ma per quanto tempo ancora? Facebook ha dovuto acquistare Instagram per neutralizzare una minaccia esistenziale.  E Yahoo, aveva più dati di ricerca sul Web di chiunque altro, è stato polverizzato dall’arrivo di due signori che nel 1998 fondarono Google.

Il vantaggio dei dati è a breve termine e si riduce sempre di più. In un mondo in rete, il vantaggio a lungo termine deriva dal mantenimento di un ritmo di innovazione costante che ti tiene al corrente delle tendenze tecnologiche e in anticipo rispetto alle esigenze dei clienti.

Di redazioneSparklingRocks