La tecnologia disruption, anche se ormai il termine è abbondantemente utilizzato, ha contribuito a modificare e a trasformare il mondo della finanza. La grande onda dell’automazione produce enormi cambiamenti, tra questi sicuramente troviamo il robot-advisor.

Il robot-advisor ha il potenziale per migliorare i servizi finanziari tradizionali, poiché sempre più investitori new-gen si rivolgono a questo strumento affidabile, automatizzato e poco costoso. Al momento, è giusto concludere affermando che i robot-advisor hanno introdotto una nuova era negli investimenti, in cui gli investitori possono contare su tecnologia e dati invece affidarsi all’istinto.

Abbiamo voluto scambiare, a tal proposito, alcune opinioni con un professionista dell’algo trading Valerio Pagano di un Istituto bancario primario.

Il “gestore di consulenza finanziaria automatizzata” è un fenomeno abbastanza diffuso in America e Cina, non ancora nel nostro Paese, dove la figura del consulente umano è ancora al centro. Si può invertire questa tendenza?

Credo personalmente che la sostituzione dell’uomo con sistemi di robot advisor sia un processo irreversibile che richiede solamente del tempo. Le differenze temporali con cui si diffonde sono prevalentemente dettate dal fattore culturale: pensiamo alla diffusione della carta di credito tra USA ed Europa o in misura ancora maggiore tra USA ed Italia.

Alla fine la consulenza finanziaria non è altro che un processo di analisi dei dati per trovare un punto di ottimo e su questo le “macchine” sono state progettate dall’uomo per essere meglio dell’uomo.

Ciò non significa l’inutilità dell’uomo in questo campo, semplicemente dovrà spostarsi nelle fasi di processo con maggiore valore intellettuale o creativo come lo sviluppo dei sistemi.

Gli italiani non prendono in considerazione i costi di gestione. Forse la Mifid2 che impone più trasparenza nelle commissioni potrà aiutare lo sviluppo del robot advisor e in generale dell’algo trading?

Come ho già detto considero la diffusione di robot advisor e dei sistemi di algo trading un processo irreversibile. La Mifid2 e le regole che verranno hanno sempre molti fattori critici che in generale rallentano lo sviluppo tecnologico: arrivano tardi, incrementano la burocrazia, quasi mai risolvono i problemi in modo sostanziale e si prestano a troppe interpretazioni.

Quali possono essere i vantaggi di piattaforme basate su algoritmi e big data?

I vantaggi sono indubbiamente molti: maggiore velocità, drastica riduzione degli errori umani, operatività contestuale su molti asset, allocazione frutto di elaborazioni precise e complesse, eliminazione della componente emotiva, reattività continuativa rispetto agli eventi di mercato.

In sostanza un nuovo modo di fare trading. Probabilmente ci troviamo nella fase ove non fare algorithmic-trading comporta uno svantaggio competitivo nella complessità del business. Personalmente l’elemento che apprezzo di più dell’algorithmic-trading è il non doversi più occupare delle fasi noiose e meccaniche potendosi concentrare solo sulla parte di creativa ed innovativa e di intelletto in generale.

Qual è la tua opinione su Einar Aas, il trader norvegese che ha rischiato di mandare ko (di nuovo) il sistema finanziario mondiale, basando la sua strategia non sulle macchine ma sull’intuito?

L’intuito umano è di fatto un algoritmo che semplifica le variabili in input ed i processi di calcolo per arrivare ad un risultato più che soddisfacente in tempi di elaborazione molto rapidi, un processo inconscio dotato delle sue regole. Dotare le macchine di una qualche forma di intuito fa parte del progresso tecnologico, si parla di deep sensing.

Non è detto che un risultato che consideriamo “negativo” sia frutto di scelte illogiche di un soggetto nella misura in cui in tale dinamica sono coinvolte le regole del sistema e l’insieme degli altri investitori.

Credo che Einar Aas più che con l’intuito, abbia impostato la sua strategia iniziale su un ragionamento fatto a tavolino (corretto allo stato delle variabili iniziali) e che data l’evoluzione delle variabili economico-finanziarie a lui sfavorevoli si sia trovato a dover affrontare scelte successive. In questa fase si possono essere creati due scenari:

a.Einar non è stato in grado di mantenere un equilibrio tra il ragionamento, la paura, l’azzardo e l’intuito compiendo scelte non ottimali che hanno portato all’irreparabile.

b.Potrebbe essersi comportato correttamente compiendo la scelta ottimale da un punto di vista “probabilistico”, peccato che la scelta “vincente” risiedeva tra quelle con meno probabilità.

Anche una “macchina” avrebbe potuto generare lo stesso problema, personalmente penso più a criticità nel sistema.

Rimane un ottimo trader.

Di redazioneSparklingRocks