Il sorpasso su quella statunitense avverrà prima del previsto, nel 2028

La Cina, secondo le stime, crescerà quest’anno del 2%, l’unica grande economia a crescere. Il Pil americano si contrarrà invece nel 2020 del 5%, consentendo così a Pechino di accorciare le distanze. Complessivamente il Pil mondiale, è la stima del Centre for Economics and Business Research, calerà quest’anno del 4,4%, in quella che è la maggiore contrazione annuale dalla Seconda guerra mondiale.

Il Giappone dovrebbe restare la terza potenza mondiale fino al 2030 quando verrà scavalcata dall’India che spingerà la Germania da quarto al quinto posto. Il Regno Unito del dopo Brexit scivolerà dal quinto al sesto posto. Secondo il report annuale, l’uscita dall’Unione Europea non avrà molti effetti sul Regno Unito, la cui economia dovrebbe essere tra quelle che registreranno la miglior performance nei prossimi quindici anni.

La pandemia ha permesso ad alcune economie di crescere più velocemente, ma a pagare questa crescita sono sempre le medesime persone.

Nel 2020 la disuguaglianza tra ricchi e poveri è aumentata sensibilmente. I primi, possessori della quasi totalità degli asset finanziari, favoriti dalle spinte all’economia e ai mercati di governi e banche centrali, i secondi alle prese con un incremento della disoccupazione che falcidia i redditi da lavoro. A dirlo, buon ultima è anche l’Organizzazione delle nazioni unite secondo cui il Covid, ha aumentato nel mondo la disoccupazione, la fame, il numero di persone che hanno bisogno di aiuti alimentari, di bambini che non andranno più a scuola. Quella che stiamo vivendo “non è solo una crisi sanitaria globale, ma è anche una grave crisi economica e del lavoro che ha un enorme impatto sulle persone”, ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione internazionale del Lavoro, Guy Ryder. Le Nazioni Unite prevedono, infatti, che nel 2021 saranno 235 milioni le persone bisognose di assistenza umanitaria.

Di redazioneSparklingRocks