I risparmiatori e in particolare quelli italiani sono soggetti “liquidi” che disdegnano soluzioni come i piani di accumulo su asset class e preferiscono lasciare il proprio denaro sul conto.

Per modificare questo trend probabilmente sono necessarie azioni innovative e alleanze strategiche tra istituti di credito e mondo del Fintech. Al centro di una possibile “relazione” potrebbe esserci il lancio di Libra, non certo una soluzione rivoluzionaria, ma piuttosto un esperimento.

Il bitcoin torna a correre con Libra

La moneta elettronica di Zuckerberg fornisce la scintilla per alimentare un grande fuoco sul tema bitcoin che arriva a oltre 13 mila dollari, il livello più alto raggiunto da oltre un anno.
Nonostante l’andamento altalenante la criptovaluta resta uno degli investimenti più redditizi degli ultimi anni, con guadagni di dodici volte superiori a quelli delle altre valute o di altri beni e un incremento del 250% in un solo anno.

Secondo il Financial Times il vero valore della moneta potrebbe essere l’aumento della fiducia da parte degli utenti. Dalla piattaforma social potrebbe scaturirsi una grande diffusione e da qui una generale accettazione e fiducia nelle monete digitali. Tuttavia non si possono sottovalutare alcune importanti differenze. Libra, rispetto ad esempio a ethereum, è uno stablecoin, ancorato a depositi bancari e ad altri asset.

Come funziona Libra

Libra sarà inizialmente utilizzata per trasferire denaro tra individui che non hanno o non vogliono avere accesso al sistema bancario tradizionale. L’obiettivo finale è però molto più ampio e prevede la creazione di una vera e propria criptovaluta mainstream: una forma di pagamento globale decentralizzata, stabile come il dollaro e che può essere utilizzata per comprare quasi tutto e supportare la stessa gamma di prodotti finanziari delle monete reali, dalla gestione dei prestiti al credito.

Libra poggerà su una serie di partner che costituiscono la Libra Association, società senza scopo di lucro che conta 27 membri volti a supervisionare lo sviluppo e la gestione della criptomoneta.
Tra i numerosi investitori di Libra ci sono aziende crittografiche e grandi fornitori di servizi finanziari, di telecomunicazioni e di tecnologia aziendale come Visa, eBay, PayPal, Spotify, Uber, Vodafone e Mastercard.

No regole, no Libra  

Il progetto Libra, scatena il dibattito sulla regolamentazione delle monete virtuali, un discorso complesso che si estende su regole fondamentali del sistema monetario internazionale e che ha come fondamento la possibilità data alle banche centrali di emettere moneta. La differenza fondamentale tra una crypto  e una vera e propria moneta è che la prima agisce ed è riconosciuta all’interno di un sistema chiuso, un network che all’esterno non ha valore. Libra si pone certamente all’interno dei confini delle criptovalute: non è paragonabile a una moneta centralizzata, con un organismo che obbliga l’accettazione a tutte le persone di un determinato paese. E’ uno strumento utilizzato all’interno di un network chiuso. (fonte pmi.it)

Per ora esiste un vuoto normativo, ma nascono diverse domande a cui occorrerà fornire delle risposte:

Come gestire questi nuovi strumenti?

Quali regole per la loro circolazione?

Quali le autorità che se ne occupano?

Quale paese dovrebbe regolarle?

Di redazioneSparklingRocks