“Tutto quello che ho, l’ho ereditato. Ha fatto tutto mio nonno. Devo tutto al diritto di proprietà e al diritto di successione, io vi ho aggiunto il dovere della responsabilità.”

Così diceva l’Avvocato Gianni Agnelli che ha custodito e sviluppato l’eredità di Fiat Auto.

Conservare le cose è un rito antico che permette di materializzare il passaggio effimero dell’uomo sulla terra, trasformare il ricordo e la memoria in qualcosa di tangibile e fisico.

Al Polo Nord, alle isole Svalbard accanto all’arca dei semi e della biodiversità, la piattaforma di sviluppatori GitHub – acquisita nel 2018 da Microsoft – ha deposto i software dell’umanità in una cassaforte circondata da mura di acciaio in una vecchia miniera di carbone, a 250 metri di profondità. La tecnologia utilizzata per conservare il patrimonio digitale dell’umanità è tutta analogica: 186 bobine in microfilm capaci, secondo gli esperti, di resistere al freddo per mille anni.

“Man mano che i codici per noi oggi vitali diventano la curiosità storica di domani – scrive GitHub nella presentazione del progetto – i loro contenuti possono essere abbandonati, dimenticati o persi. In caso di catastrofe globale, potremmo restare privi di tutto ciò che abbiamo memorizzato sui media moderni. Archiviare il software usando piattaforme diverse ci aiuterà ad assicurare la sua conservazione a lungo termine”.

L’archivio bancario più grande del mondo

Sono 330 stanze nel cuore del centro storico di Napoli e contengono antichi faldoni, file e file a perdita d’occhio. Ecco come si presenta l’Archivio Storico del Banco di Napoli, che vanta il primato di essere il più imponente archivio bancario del mondo. Bastano pochi numeri per confermarlo: 14 mila metri quadri, 80 chilometri di carte, 17 milioni di nomi, 450 anni di storia e storie. Ha trovato sede nel cinquecentesco Palazzo Ricca, dove giace la memoria degli antichi banchi pubblici di Napoli dal 1539. Si deve al museo IlCartastorie se ancora si possono ammirare le meraviglie del meridione d’Italia raccontate grazie ad un percorso multimediale permanente. La plurisecolare documentazione riguardante l’attività degli antichi banchi pubblici della città conta documenti originali rarissimi risalenti alla seconda metà del ’500.

Di redazioneSparklingRocks