Se non paghi il prodotto, è perché il prodotto sei tu

Condividere è l’obiettivo principale dei social network.  La riflessione sul tema nasce da un recente documentario presentato sulla piattaforma Netflix dal regista Jeff orlowski “The Social Dilemma” che ha l’ambizioso compito di fornire un resoconto grafico convincente di ciò che il modello di business di una manciata di aziende sta facendo a noi e alle nostre società.

Il dilemma è quello di valutare se il bilancio tra i pro e i contro – pubblici e privati – degli strumenti informatici che utilizziamo costantemente, sia in attivo o in passivo. Tutto parte dal più classico dei paradossi, puntualmente citato a inizio film: se non paghi un prodotto, è perché il prodotto sei tu. Il resto del documentario spiega attraverso le parole di alcuni “pentiti eccellenti” (tra cui l’ex presidente di Pinterest Tim Kendall) il modo in cui i colossi della social economy hanno monetizzato i nostri profili, ovvero la quantità enorme di informazioni che ottengono dalle nostre interazioni virtuali.

L’autore propende per una visione passiva. Facebook, Google sanno cosa facciamo, dove siamo, dove siamo stati e forse, molto probabilmente dove andremo e cosa stiamo pensando. Eticamente tutto questo è sbagliato, la privacy non è solo un pezzo di carta dove apporre 3 flag, ma è una questione di identità dell’individuo.

Tuttavia, noi abbiamo voluto il mondo della condivisione, siamo noi che desideriamo postare le vacanze al mare, l’aperitivo in terrazza, il primo sorriso di nostro figlio. Il desiderio di far vedere, di mostrare e mostrarci non lo si può inibire e tutto questo ha un prezzo. E’ da ipocriti demonizzare chi ha fornito gli strumenti e molti posti di lavoro, per una domanda sempre più importante e pressante di condivisione. C’è sempre stata la necessità di mettere in vetrina, se stessi, la propria identità per un ego affamato di popolarità.

Forse oggi ci siamo spinti troppo oltre, è vero ed è necessario fare un passo indietro, ma quale potrà essere la soluzione, il giusto trade-off, tra condivisione-etica e business?

Di redazioneSparklingRocks