Centocinquanta milioni di dollari, più o meno, vengono persi nell’etere, poiché non si conosce la password. Poche settimane fa, invece sui giornali viene raccontata una storia di vero web terrore: 560 milioni di password sono state rubate e “archiviate” in un data base online. Nella giornata del 5 febbraio si è celebrato il Safer Internet Day, come usare il web in sicurezza.

E’ necessario, come diceva tanto tempo fa un uomo di satira attento e arguto, procedere “cum grano salis”, perché l’era delle nuove tecnologie non perdona comportamenti superficiali, password troppo semplici o troppo sicure!

Quadriga CX è un istituto virtuale a metà tra una banca e un ufficio di cambio, un exchange di criptovalute il cui proprietario un 30enne dell’Ontario ha deciso, sfortunatamente di morire durante un viaggio in India, a dicembre, lasciando solo a se stesso, Dio e poche altre entità irrintracciabili la password della sua piattaforma.

Nell’exchange ci sono Bitcoin, Bitcoin Cash, Bitcoin SV, Bitcoin Gold, Litecoin ed Ethereum, Quadriga CX deve un totale di 166 milioni di euro (250 milioni di dollari canadesi, cioè 190 americani) ai propri 115mila utenti. Circa 46 milioni di euro e recuperabili senza troppa difficoltà, mentre 120 milioni di euro (180 milioni di dollari canadesi, 137 americani) sono virtuali. E questo è un problema.

La vedova del CEO di Quadriga CX, racconta che parte dei 120 milioni sono depositati in un «cold wallet», vale a dire in un deposito digitale che resta ancorato al computer del trent’enne. Non conoscendo la password, il computer, il portafoglio virtuale e il denaro resteranno inaccessibili per sempre.

Le critiche di settore

Nell’ambiente tech, non certo amorevole e dedito alla compassione, la morte del ragazzo diventa imbarazzo per il settore delle criptovalute in Canada. Per il momento la Quadriga CX ha ricevuto dalla Corte suprema della Nuova Scozia 30 giorni per dare tempo alla società insolvente di trovare la valuta mancante e redigere un piano per ristrutturare o vendere l’attività.

Conclusione

I Bitcoin non sono ereditabili, nel senso che non esiste una norma che regoli questa procedura, a differenza dei comuni risparmi presenti su un conto corrente bancario. Unica chance per gli eredi, possedere le chiavi per accedere al portafoglio digitale della persona defunta. Se queste chiavi le conosce solo chi muore, i Bitcoin (come qualsiasi altra valuta) rimarranno per sempre irrintracciabili.

Di redazione SparklingRocks