Un vecchio detto diceva “se non puoi battere il tuo nemico, fattelo amico”. Un concetto molto semplice, ma che potrebbe calzare con l’emergere di una nuova tendenza che vede le banche, ultimamente un po’ in difficoltà, ferite dalla crisi e dai problemi di liquidità, ricercare alleanze con società Fintech o Bigtech.

Alle banche è richiesto un cambiamento importante, una rivoluzione culturale, l’obbligo e la necessità di spingersi fino ai confini inesplorati dei desideri dei clienti. La nuova frontiera è quella dell’open banking che attraverso la condivisione dei dati e lo sviluppo di nuove tecnologie, permetterà la personalizzazione e la flessibilità dei servizi.

Open Banking e la direttiva europea sui pagamenti PSD2

A gennaio 2018, al termine di due anni di programmazione, è stata emanata la PSD2 (Payment Services Directive 2), direttiva europea sui pagamenti digitali. Per la prima volta questa direttiva obbliga le banche europee ad aprire le proprie API (Application Program Interfacea società del fintech  e altre aziende che si occupano di prodotti e servizi finanziari. Questo cambiamento consentirà alle società esterne (le cosiddette terze parti) accesso ai dati di pagamento. Trent’anni fa Bill Gates diceva: “Il banking è necessario, le banche no”.  Una predizione lucida che permette di dare forma al concetto di Open Banking.

Attraverso le API aperte, le informazioni a disposizione delle banche, vengono trasmesse a società di terze parti che possono così entrare nel mercato finanziario superando le “pesantezze” della burocrazia e dell’infrastruttura tipica degli istituti di credito, e creare nuovi prodotti e servizi orientati alle esigenze dei clienti.

A livello pratico potremo fare acquisti attraverso il nostro social media preferito, utilizzare Google per pagare le bollette, monitorare le spese pur avendo i soldi depositati in modo sicuro nel “buon vecchio” conto bancario, oppure aggregare e gestire le carte su un’unica dashboard, anche avendo due conti su banche diverse.

Banche e fintech stanno già sviluppando app e funzionalità in cui è possibile visualizzare entrate e uscite di conti diversi. Un esempio è Yolt, la piattaforma di smart money della banca olandese ING che permette di gestire in maniera intelligente il proprio denaro, consentendo di visualizzare i propri conti e le proprie carte di credito, in un’unica interfaccia chiara e trasparente.

Open banking e GAFA

La scommessa è attesa nel corso del 2019, vedremo se il “matrimonio” tra Goldam Sachs e Apple (uno dei GAFA: Google, Apple, Facebook e Amazon) si farà. I due si apprestano a lanciare una loro carta di credito, abbinata a nuove funzionalità dell’iPhone.  A riportare la notizia sono le pagine del Wall Street Journal, sottolineando che la carta dovrebbe girare sul circuito Mastercard e consentire a chi la usa di ottenere il 2% indietro per ogni acquisto.

Per incentivare l’utilizzo della carta di credito, gli ingegneri starebbero pensando ad una serie di funzionalità per ingaggiare gli utenti: notifiche per gli obiettivi raggiunti, analisi dei modelli di spesa, o ricompense per gli acquisti. Apple, grazie a questa partnership, proverà ad incrementare ulteriormente il fatturato dei servizi che, nel primo trimestre fiscale del 2019, ha raggiunto il massimo storico di 10,9 miliardi di dollari (+19% rispetto all’anno precedente).

Di redazioneSparklingRocks