Gli anni ’80 sono stati uno dei decenni più lunghi del secolo con 3 anni bisestili e tanti tanti avvenimenti, storie e personaggi incredibili.

Papa Wojtyla e Ronald Reagan sono uniti da un filo comune: entrambi saranno vittime di attentati. Più sfortunato il leader dei Beatles John Lennon, colpito a morte dalla mano folle di David Chapman. In questi anni, la rivista Time elegge il computer personaggio dell’anno, mentre per le strade iniziano a vedersi strani personaggi, muniti di valigette chiamate “telefoni portatili”, nel mentre in una delle notti più indimenticabili per l’Homo sapiens calcisticus italiano, Dino Zoff all’Estadio Santiago Bernabéu solleva la Coppa del Mondo di Calcio.

Pac-Man compie 40anni

PAC-MAN è stata davvero la prima superstar del nostro settore e la sua popolarità è il risultato dell’intrattenimento che ha saputo offrire ai fan e l’amore che gli hanno dato in cambio. Il 2020 è un anno difficile per tutti, ma speriamo che i nostri fan possano incarnare lo spirito di PAC-MAN andando sempre avanti e non arretrando mai di fronte alle avversità per uscire vittoriosi da qualsiasi sfida!
di
Hervé Hoerdt, di Bandai Namco Entertainment Europe

Fu davanti ad una pizza tagliata a fette, durante una delle tante cene in solitaria che Tohru Iwatani, classe 1956, concepì il game dei fantasmini.

“Osservai quella pizza e vidi quel che poi sarebbe divenuto Pac-Man”, ricorda Iwatani in una intervista rilasciata a Repubblica. “Ai tempi era pieno di videogame dove andavano in scena invasioni spaziali, dove si sparava a tutto e tutti. Io invece miravo a fare un gioco grazioso, semplice, che piacesse alle donne e che potesse esser giocato dalle coppie. E con un concetto di base: il mangiare. Avevo in testa degli elementi, ad esempio i cibi speciali che Pac-Man divora e che gli permettono, come capita a Braccio di Ferro con gli spinaci, di diventare così forte da dar la caccia ai fantasmi. Ma la loro è una relazione simbiotica anche se conflittuale, la stessa che lega Tom a Jerry”.

Il vintage che guardava già al futuro

In un gameWorld fatto prevalentemente da nemici stupidi, vedi gli alieni di Space Invaders, i fantasmini di Pac-Man, 40anni fa erano dotati di specifica personalità e intelligenza artificiale. Anche giocando oggi a Pac-Man ci si rende conto che i fantasmi sembrano avere un’intelligenza complessa: cercano di aggirare il giocatore, si allontanano velocemente quando Pac-Man mangia la super-palletta e, in generale, hanno un comportamento piuttosto difficile da prevedere. È un’intelligenza artificiale vera e propria, la loro, creata su un hardware molto limitato, grazie a poche, ma mirate decisioni.

Per fare un piccolo esempio esaminiamo Blinky il fantasmino rosso più cattivo di tutti. Dopo un breve spostamento nell’angolo in alto a destra dello schermo, questo fantasmino inizierà a seguire Pac-Man finché non verrà mangiato, cercando sempre di raggiungere il punto esatto in cui si trova. Con l’aumentare della difficoltà aumenta anche la sua velocità in maniera totalmente casuale durante la partita, ma può aumentare anche quando mancano pochi punti da mangiare. Nella maggior parte dei casi sarà lui il responsabile delle nostre sconfitte.

Con oltre quaranta versioni differenti prodotte negli anni, Pac-Man è entrato nella cultura di massa dell’era digitale giapponese e della sua scuola di videogame.

That’s all folks!
(come diceva Tex Avery, morto nel 1980 a 72 anni: creatore di Bugs Bunny, Daffy Duck…)

Di redazioneSparklingRocks