Dalla russia, un progetto che in 4 anni ha raccolto oltre 336 milioni di dollari da fondi come Index Ventures, Ribbit Capital, Balderton Capital e DST Global.

Revolut è una startup fintech digitale nata nel 2015 dall’ingegno di Nikolay Nikolayevich Storonsky, imprenditore russo-britannico. Prima di fondare Revolut, Storonsky faceva il trader per Credit Suisse e Lehman Brothers. Suo compagno di viaggio è Vlad Yatsenko, ex sviluppatore del Credit Suisse e Deutsche Bank.  Tutto viene gestito tramite App, Revolut per ora, schiva ogni definizione. Non è solo una piattaforma di trading, un portafoglio digitale o uno strumento di gestione finanziaria. E’ l’insieme di diverse anime che concorrono a determinare una proposta smart, dove l’utente ha la libertà di gestire il proprio denaro senza commissioni e costi. Come funziona

Si può scegliere tra utenza “standard” (gratuita, per utilizzi sporadici), “premium” (7,99 euro al mese, per un utilizzo più regolare) e “metal” (13,99 euro al mese, con un uso costante e pienamente integrato nelle proprie abitudini di consumo). La principale caratteristica della carta prepagata collegata alla app, infatti, è che i cambi fra valute, così come il prelievo dai bancomat, vengono effettuati senza “caricare” commissioni.

La carta Revolut è collegata ad un conto bancario britannico multivaluta, che permette il cambio valutario senza costi aggiuntivi per 130 monete. Per i clienti italiani i pagamenti avvengono sul circuito MasterCard. Nel piano “standard”, che non prevede il pagamento di alcun canone mensile, sono inclusi il conto corrente UK, conto euro IBAN, tassi di cambio interbancario, bonifici bancari gratuiti in 24 valute (che permettono di risparmiare negli invii di denaro all’estero) e fino 200 euro di prelievi Bancomat.

Inoltre, pochi giorni fa, la società con un comunicato stampa, ha annunciato il debutto della funzione Trading per tutti gli utenti Premium e Standard, offrendo il servizio in 26 mercati differenti.

Sacrifici in nome della crescita

Un articolo apparso su Wired Uk, affrontava il tema delle persone occupate nella società di Storonsky. “Gli ex impiegati di Revolut affermano che questa crescita ad alta velocità ha comportato costi umani elevati”, si legge nell’articolo. “Inclusi lavoro non retribuito, obiettivi irraggiungibili e un elevato ricambio di personale”.

Di redazioneSparklingRocks