Dall’inizio del secolo scorso le tecnologie hanno compiuto grandi passi, ma la disoccupazione tecnologica non si è vista, anzi il mercato del lavoro ha “fame” di nuove figure sempre più specializzate e tecnologicamente avanzate.  Dal 1999 al 2010, 1,64 milioni di posti di lavoro sarebbero stati sostituiti da un macchinario o un algoritmo, ma in quegli stessi settori colpiti dalla sostituzione si sono creati altri 1,4 milioni di posti per via dell’aumento della produttività, e più di 2 milioni ulteriori in altri settori.

Secondo alcune stime, nel 2018 il mercato dell’Artificial Intelligence in Italia si è attestato a 85 milioni di Euro. Il futuro dell’AI si compone di almeno due aree di sviluppo particolarmente rilevanti: il mercato degli smart home speaker e quello dei robot intelligenti.

Nello specifico desideriamo affrontare il tema dei robot e delle macchine intelligenti che penetrano nella vita quotidiana e in quella lavorativa.

Nei robot intelligenti si comprendono i collaborative robot e gli AGV. I primi operano fianco a fianco di un operatore, senza la necessità di protezioni a segregazione, e sono in grado di adattare il proprio funzionamento sulla base degli input provenienti dall’ambiente circostante; i secondi sono capaci di muoversi autonomamente nello spazio, senza l’ausilio di guide fisiche o di percorsi predeterminati, adattando il proprio funzionamento alle situazioni ambientali. Questo settore vale in Italia già oltre 145 milioni di euro. Di recente a Rapallo in Liguria un robot alto quasi due metri con divisa da cameriera, serve caffè e sushi ai clienti.

Il Giappone sullo scacchiere dei robot

Per tutti gli appassionati delle due ruote kawasaki è il brand con sede a Tokyo e Kobe che produce moto, ma in realtà il settore delle bikes è solo uno dei tanti della Kawasaki Heavy Industries. La società infatti si occupa della costruzione di trattori, treni, velivoli militari, ingegneria navale, edilizia, moto e robot, con un giro d’affari di 13,3 miliardi di euro e circa 38.000 dipendenti.

La Kawasaki Robotics è in prima linea anche con le applicazioni dell’Iot, l’intelligenza artificiale e le learning machine, i robot che apprendono ripetendo le operazioni che l’operatore compie, attraverso un dispositivo chiamato Successor, che memorizza le azioni e le replica in situazioni analoghe.  E proprio per il buon andamento del mercato dell’ automazione, per gli ingegneri della multinazionale Kawasaki il prossimo traguardo in vista non è quello della produzione di motociclette sempre più performanti, ma quello di un robot umanoide con 40-42 assi, così da consentire una sempre maggiore libertà di movimento rispetto a quella definita dagli attuali 6-7 dei robot antropomorfi tradizionali.

In questo processo di sviluppo della robotica made in Japan, non bisogna dimenticare il contributo italiano. L’azienda bresciana Tiesse Robot è da 32 anni distributore esclusivo per l’Italia dei robot Kawasaki nella general industry, quella che riguarda tutto ciò che esula dalla costruzione di automobili, ma che ne comprende la componentistica. Tiesse è un player italiano con 27 milioni di euro di fatturato (2018) ed è tra i primi tre system integrator con i robot Kawasaki e gli Scara Toshiba.

Di redazioneSparklingRocks