Siamo in attesa del cambiamento, un nuovo paradigma in ambito search online sta per consolidarsi. Tra poco più di un anno, fra il 30 e il 50% delle ricerche online saranno fatte con i comandi vocali attraverso assistenti virtuali su smartphone e speaker intelligenti.

Il 2018 è stato un anno molto importante, solo nel nostro paese il settore ha raggiunto quota 380 milioni di euro, con investimenti in comunicazione e marketing senza precedenti da parte dei due big player Amazon e Google.

Cosa cercano gli italiani quando si tratta di assistenti vocali?

La risposta viene fornita dalla società tecnologica Quantcast che ha analizzato il comportamento di ricerca online dei consumatori italiani nei primi mesi del 2019. In generale le analisi evidenziano un pubblico maschile e mediamente giovane interessato all’utilizzo e alla scelta degli assistenti vocali. Anche il target femminile, comunque risponde bene, privilegiando Alexa di Amazon seguito da Siri.

Sempre a proposito di Alexa, questo sembra essere il preferito degli over 55. In generale, gli assistenti vocali catturano l’interesse di un pubblico online più giovane, ma tra tutti gli assistenti vocali analizzati da Quantcast, Alexa ottiene il punteggio più alto nelle generazioni oltre i 55.

Passando invece a Google Assistant, il prodotto di Big G è quello che ha ottenuto il punteggio più alto tra gli uomini. L’analisi sottolinea infatti un grande coinvolgimento per l’assistente virtuale dell’azienda di Mountain View, non solo tra gli uomini in generale, ma anche tra i giovani consumatori dai 18 ai 24 anni.

Il chatbot del futuro, passa da Siena

Si chiama Bob l’assistente sviluppato dall’Università di Siena in collaborazione alla startup francese CogniTalk. Il progetto nasce, probabilmente dalla frustrazione. Chiunque interroghi quotidianamente il proprio assistente vocale su smartphone “inciampa” nei limiti conversazionali e del parlato. E’ necessario restare entro alcuni limiti, affinché l’assistente comprenda cosa vogliamo.

Bob mira a diventare il riferimento di come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare un assistente virtuale conversazionale, ossia capace di portare avanti un dialogo nello stesso modo in cui ci si aspetterebbe da un altro essere umano. E’ un chatbot che risponde in modo agile, sebbene ancora spesso impacciato. La chiave è la sua capacità di apprendere nuove informazioni e di contestualizzarle. Così se viene chiesto a Bob perché un gatto ha quattro zampe, non sarà colto in fallo, ma risponderà che è così perché “è un quadrupede, quindi ha quattro zampe”.

“Bob si articola per costruire un paradigma di scambio di conoscenza, cioè l’uomo può impartire comandi e conoscenza per arricchire il dialogo” spiega Stefano Melacci, ricercatore presso il dipartimento di Informatica e dell’Informazione all’Università di Siena. “Gli assistenti virtuali normalmente fanno una ricerca – aggiunge Melacci – Bob conosce qualcosa sugli animali o la geopolitica, magari, ma tutto ruota sulla sua base di conoscenza. Quindi può fare ragionamenti, confronti.”

Siri con amore

E’ tutto una grande corsa. Si cerca di implementare l’algoritmo migliore, quello più sofisticato, capace di rispondere, conversare e aiutarti nelle difficoltà, ma poi ci si indigna, giustamente, se alcuni dati privati, privatissimi finiscono venduti, hackerati su piattaforme e data base di sconosciuti. La privacy è un tema importante, ma chi utilizza quel tipo di tecnologia, smart speaker e altro, lo deve mettere in conto, come un effetto collaterale.  Se la cyber security è un tema che lascia addosso un po’ di ansia, vogliamo invece concludere con una bella storia che parla di assistenti vocali, tecnologia e amore: quello con la A maiuscola che lega in modo profondo una mamma a suo figlio. Siri con amore è un libro scritto dall’americana Judith Newman, madre di Gus, affetto da un disturbo dello spettro autistico.

Nel libro, l’autrice racconta semplicemente l’esperienza di crescere un figlio “più complicato” degli altri e come la tecnologia abbia aiutato Gus a comunicare con il mondo. Tra i 12 e i 14 anni il ragazzo interrogava Siri sugli argomenti che più lo interessavano: dalle tartarughe ai treni della metropolitana, in modo continuo, estenuante. Solo una macchina poteva sostenere tali conversazioni che tuttavia hanno permesso a Gus di acquisire contenuti, capacità relazionali e uscire dal suo mondo solitario ed entrare in uno condiviso.

Di redazioneSparklingRocks