Nel 2022 lo scenario in Europa appare abbastanza complicato. La pandemia lascia il posto alla guerra: quella tra Russia, Usa e Ucraina e quella in generale sui prezzi.

In Europa l’inflazione è sopra il 5%, mentre in America supera il 7%. Solo di energia tra luce e gas, una famiglia tipo pagherà mediamente 1.200 euro in più rispetto all’anno precedente. Fare la spesa costa di più, negli Usa l’abbonamento Amazon è stato aumentato a 139 dollari (prima 129), comprare le gomme per auto o moto è diventata una impresa.

In tutto questo incremento vertiginoso dei prezzi, tuttavia in Italia corre il mercato della smart home e degli apparati tecnologici in genere, come televisori e telefoni, raggiungendo nel 2021 il valore di 650 milioni di euro, in crescita del 29% rispetto al 2020, oltre i livelli pre-pandemia.

Il mercato è guidato da elettrodomestici connessi (135 milioni di euro), smart speaker (130 milioni), soluzioni per la sicurezza (125 milioni), caldaie, termostati e condizionatori connessi per riscaldamento e climatizzazione (110 milioni), seguiti da casse audio, lampadine, smart plug e dispositivi per gestire tende e tapparelle da remoto.

A raccontarlo sono i dati della ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Smart Home

Il concetto di Smart Home è sempre più conosciuto dagli italiani: il 74% dei consumatori ne ha sentito parlare almeno una volta e il 46% possiede in casa almeno un oggetto smart, dato in costante crescita rispetto ai tre anni precedenti. Il 2021 inoltre segna una crescita di tutti i canali di vendita, con la ripresa più forte per la filiera tradizionale (+40%, 245 milioni di euro), grazie anche agli incentivi statali (Ecobonus su tutti), ma anche gli eRetailer che hanno continuato a cavalcare la spinta agli acquisti online (+25%, 225 milioni di euro) e i retailer multicanale, che hanno recuperato il calo Covid (125 milioni di euro, +29%).

In forte ripresa, poi, le soluzioni per la sicurezza (+20%): un mercato trainato da videocamere, sensori per porte o finestre e serrature connesse, anche se si osservano sempre più offerte legate ad abbonamenti che consentono di archiviare su cloud immagini e video, di fare chiamate automatiche di emergenza o attivare servizi di pronto intervento in caso di allarme. In futuro il consumatore pone la sicurezza in casa al primo posto tra i motivi che contribuirebbero alla scelta di acquistare oggetti smart (44% dei rispondenti).

In sintesi viviamo in uno scenario complesso e strano. Per molte ragioni, note più o meno a tutti, il costo delle materie prime è aumentato, il prezzo dell’energia non si fermerà neanche per i prossimi mesi, ma i consumi non scendono! E’ interessante notare che l’inflazione al 5% sia un argomento poco parlato, diverso, probabilmente sarebbe stato l’annuncio di un taglio agli stipendi del 5%. Ai posteri l’ardua sentenza.

Di redazioneSparklingRocks