In inglese si chiama range anxiety, la concreta preoccupazione che assale il conducente di un veicolo elettrico che deve ricaricare la sua auto e non sa dove. La soluzione è proposta da Ford e ancora una volta si chiede aiuto alle “nuove” tecnologie: intelligenza artificiale, algoritmi e big data.

La casa automobilistica, fondata nel 1903, grazie alle importanti aree di sviluppo team Global Data Insight e Analytics, hanno sviluppato un algoritmo capace di individuare i luoghi più idonei per gli electric driver, senza far modificare loro, il tragitto.

Per circa otto mesi il team di sviluppo Ford ha analizzato, monitorato e raccolto migliaia di informazioni su una flotta di veicoli commerciali. I ricercatori, sfruttando 500 milioni di data points, hanno identificato i punti di ricarica più strategici per l’utilizzo da parte delle flotte, questo grazie al controllo dei luoghi di percorrenza, delle aree di parcheggio e dei tempi delle soste presso tali parcheggi.

Anche l’Italia si ricarica

Siamo davanti a una sfida ambientale e tecnologica importante, occorre “attrezzarsi” per non restare indietro in un viaggio che promette di realizzare nuovi veicoli,  nuove geometrie di mobilità e ridisegnare nuovi luoghi in cui vivere.
La diffusione di auto elettriche nel mondo cresce rapidamente: globalmente ci sono 5,3 milioni di veicoli elettrici per passeggeri o merci (erano 1,5 nel 2016), di cui due milioni in Cina (+150% nel 2018 rispetto al 2017 ), un milione negli Stati Uniti (+100% nell’ultimo anno ). In Europa svetta il primato della Norvegia, dove circolano 250 mila auto elettriche a fronte di soli cinque milioni di abitanti. La crescita del mercato ha interessato anche il settore della mobilità pubblica: oggi circa il 20% delle flotte di bus a livello globale sono elettriche, con le città cinesi leader di questo trend.

In Italia il numero di colonnine per la ricarica delle auto elettriche e ibride plug-in cresce a doppia cifra.
Sono 3.562, di cui 702 fast charge, ossia sopra i 22 kW. Il dato dell’Osservatorio europeo sui carburanti alternativi è relativo alla fine del 2018, cinque anni prima le colonnine erano solo 1.356. Un incremento giustificato dal lievitare del numero di auto elettriche e di ibride plug-in circolanti. Le quattro ruote alla spina su strada in Italia (a fine 2018) sono 22.976 di cui 12.156 elettriche pure e 10.820 ibride plug-in. Anche in questo caso basti il confronto con le 1.894 vetture circolanti nel 2013. Per ora i numeri sono molto piccoli rispetto al totale dei 39.018.170 di automobili in strada, tuttavia la tendenza all’elettrificazione è chiara.

Milano Future City

Il progetto presentato durante la recente Design week, futurizza l’idea di una integrazione fra auto e città, restituendo gli spazi di movimento alle persone senza penalizzare gli spostamenti di chi sceglie le 4 ruote.

Milano Future City è curato dall’architetto Andrea Boschetti e trova la casa svedese Volvo sposare l’intero progetto. L’azienda di auto è impegnata a sviluppare un approccio sempre più human-centric per le sue tecnologie, nel rispetto dell’ambiente e degli spazi. Inoltre il tema dell’integrazione fra auto e città, resa possibile dalle moderne tecnologie e dai servizi digitali che il settore automotive sta sviluppando e implementando a vantaggio della user experience, rientra nel ciclo di iniziative che la casa automobilistica sta realizzando attraverso il suo spazio milanese.

L’auto che apprende con l’intelligenza artificiale

Audi si presenta al salone di Shanghai con delle belle novità dedicate alla mobilità del futuro con veicoli elettrici “governati” da Intelligenza artificiale. Si chiama AI:ME un concept di circa 4,3 metri, concepita per l’impiego in città ha la guida autonoma di Livello 4, il secondo più alto grado di automazione. I sistemi di Livello 4 non necessitano di alcuna assistenza da parte del conducente, tuttavia il loro utilizzo è limitato a determinate aree, ad esempio le autostrade o i centri urbani, caratterizzate da specifiche infrastrutture.

Con la sigla AI, Audi identifica un intero cluster di tecnologie innovative nel campo della mobilità, in grado di ridurre il livello di stress del conducente e offrire nuove possibilità di utilizzo del tempo in auto. Audi AI si avvale di soluzioni derivate dalla ricerca nei campi dell’intelligenza artificiale e dell’autoapprendimento. Audi AI unisce l’intelligenza della vettura, che si occupa della guida automatizzata, all’intelligenza dell’interazione, grazie alla quale l’auto diventa partner degli occupanti. Audi AI:ME realizza così, sin dal nome, l’unione fra l’AI e l’IO dell’utente.

Di redazioneSparklingRocks