Nei prossimi tre anni, afferma il governo, verranno promosse innovazione e potenzialità dell’IA nel tessuto economico del Paese.

L’Italia ha adottato, con il passaggio in Consiglio dei ministri, il Programma Strategico per l’Intelligenza Artificiale (IA) 2022-2024, frutto del lavoro congiunto del Ministero dell’Università e della Ricerca, del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale e grazie al supporto del gruppo di lavoro sulla Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale.

In linea con la Strategia Europea, il Programma delinea ventiquattro politiche da implementare nei prossimi tre anni per potenziare il sistema IA in Italia, attraverso creazione e potenziamento di competenze, ricerca, programmi di sviluppo e applicazioni dell’IA. Queste politiche hanno l’obiettivo di rendere l’Italia un centro sull’intelligenza artificiale competitivo a livello globale, rafforzando la ricerca e incentivando il trasferimento tecnologico. Per rispondere a queste sfide sono state individuate le fonti di investimento, europee e nazionali per sostenere ciascuna politica.

“Nel 2020 il mercato privato dell’Intelligenza Artificiale in Italia ha raggiunto un valore di 300 milioni di euro, con un aumento del 15% rispetto al 2019 ma pari a circa solamente il 3% del mercato europeo, nettamente inferiore rispetto al peso italiano sul PIL europeo (ca. 12%). All’interno del mercato italiano, un controvalore di 230 milioni di euro (77%) è fornito ad aziende italiane, mentre i restanti 70 milioni di euro (23%) sono esportati verso aziende estere”, si legge nel nuovo piano. Siamo indietro su tutti i fronti, rispetto ai principali Paesi europei: investimenti delle aziende in intelligenza artificiale, numero di brevetti e di ricercatori. L’Italia latita da anni del resto – come si legge sempre nel piano – sul fronte investimenti pubblici in ricerca sviluppo.

Le azioni principali da compiere

Il piano ha uno specchietto sulle principali azioni previste nel triennio.

Espandere i corsi su IAA negli ITS. Creare un’architettura di ricerca sul tema.

Lanciare la piattaforma italiana di dati e software per la ricerca sulla IA, anche usando dati pubblici con l’integrazione di database della pubblica amministrazione: i dati sono materia prima per l’allenamento dei sistemi di intelligenza artificiale.

Creare cattedre italiane di ricerca, lanciare bandi di ricerca per collaborazioni pubblico-private.

Potenziare i voucher e i crediti di imposta alle aziende per l’assunzione dei profili adatti e investire in software e hardware relativo all’intelligenza artificiale.

Sostenere la crescita di start-up a tema, anche con bandi periodici.

Di redazioneSparklingRocks