Alaska e fibra ottica

Gli abitanti dell’Alaska sono poco meno di un milione, sono distanti dal resto del mondo e hanno una connessione lenta. Va bene il freddo, vanno bene le temperature che sfiorano  i -40, le grandi distanze, ma non l’internet da lumaca. I residenti hanno espresso le proprie rimostranze a Brendan Carr, referente della Commissione federale delle comunicazioni statunitense (FCC) e ora l’Alaska sarà presto servita da una rete in fibra ottica collegata direttamente agli Stati Uniti continentali per via terrestre.

La linea si estenderà dal Polo Nord fino agli Stati Uniti continentali, passando attraverso il Canada, e trasporterà solo il traffico prodotto o diretto da e verso gli USA. La costruzione del nuovo network è già iniziata e proseguirà per tutto il 2019. Termine dei lavori metà del 2020. La capacità è fissata a 100 terabit al secondo, una soglia che potrà essere eventualmente potenziata in caso di aumento della domanda.

Putin “chiude” internet

L’ eterna battaglia tra Est e Ovest continua anche via cavo. Mercoledì primo maggio il presidente Vladimir Putin ha firmato un disegno di legge sulla “sovranità digitale” che mette nelle mani dell’Agenzia federale Roskomandzor un congegno in grado di isolare l’infrastruttura del Paese dal resto del mondo.

I deputati avevano presentato per la prima volta le misure per rafforzare il controllo statale su Internet a dicembre, citando la necessità di rispondere a una strategia di sicurezza informatica nazionale “aggressiva” degli Stati Uniti. L’idea aveva suscitato critiche e timori da parte dei gruppi della società civile, sicuramente poco desiderosi di seguire l’esempio della Cina nella creazione di un panorama Internet isolato.

Aumento del controllo

Il Cremlino afferma di volere che Internet sia “sostenibile, sicuro e pienamente funzionante” senza “restrizioni online”.

In realtà, questo  significa che il governo russo avrà più controllo sul “flusso di informazioni”  limitando potenzialmente i cittadini russi dall’accesso a notizie e media stranieri in generale. Inoltre, il governo sarebbe in grado di “tagliare Internet” durante determinati stati di emergenza.

La legge richiede anche un centro di “monitoraggio e gestione” che sarà controllato dall’agenzia di telecomunicazioni russa, Roskomnadzor. L’agenzia in “situazioni straordinarie” e se necessario, può interrompere lo scambio di traffico esterno.

Freedom House, un’organizzazione indipendente che controlla la libertà generale di vari paesi del mondo, ha dato alla Russia un punteggio di 20/100 utilizzando un sistema che tiene conto della “libertà di stampa” e  della ” net freedom “, dove 0 è il meno libero e 100 è il più libero.

Nel 2018 lo stato controllato da Putin ha bandito l’app di messaggistica telegram e ha imposto un divieto di utilizzo delle VPN (rete virtuale privata che si appoggia a snodi internazionali, non autorizzati).

Di redazioneSparklingRocks